Tronos Digital - Distribuzione digitale per artisti ed etichette Home

Recent posts: Senza categoria

Targa Tenco 2016 lingue minoritarie

Cos’è la Targa Tenco

La Targa Tenco è un riconoscimento assegnato annualmente dal 1984 dal Club Tenco. È considerato il più prestigioso premio italiano in ambito musicale, assegnato da una nutrita giuria di oltre 200 giornalisti musicali italiani, scelti fra i più attenti alla canzone di qualità.

In ogni edizione viene assegnata una targa per le seguenti categorie

  • Album;
  • Interprete;
  • Opera Prima;
  • Dialetto (inizialmente attribuita alla migliore canzone dialettale, dal 1996 va al migliore album prevalentemente in dialetto).
  • Canzone (la Targa è stato sospesa dal 2006e ripristinata otto anni dopo).

Vincitori Targa Tenco 2016 per il miglior album di lingue minoritarie a ex aequo Claudia Crabuzza e James Senese

Schermata 2017-03-14 alle 16.36.38

 

Claudia Crabuzza – Com un Soldat

Si intitola “Com un soldat”, scritto e cantato in lingua algherese, un lavoro dalle tinte forti con sonorità dure, cadenzate, che prendono dal folk per arrivare ad un impatto decisamente rock. Il disco, pubblicato per l’etichetta Microscopi di Barcellona, racconta la storia di una donna-madre-combattente alle prese con le tante facce della vita, con emozioni differenti e contrapposte.

All’algherese Crabuzza va la prestigiosa Targa per l’album in dialetto con il disco in catalano di Alghero “Com un soldat” (salirà sul palco del “Tenco” il 21), ex equo a James Senese & Napoli Centrale con il napoletano “’O sanghe” (all’Ariston il 20). In finale c’erano anche Almamegretta, “Enneenne”; Stefano Saletti & Banda Ikona, “Soundcity. Suoni dalle città di frontiera”; Daniele Sepe, “Capitan Capitone e i Fratelli della Costa”.

Per l’artista algherese è stata un’estate di tante soddisfazioni, con il suo primo album come solista. Il Premio Tenco è stato preceduto qualche settimana fa dalla vittoria alle Botteghe d’Autore per la migliore interpretazione con il brano “L’Altra Frida” (dedicato a Frida Kahlo), Oltre ad essere stata selezionata tra i dieci finalisti del prestigioso Premio Parodi, l’unico in Italia dedicato alla world music.

Schermata 2017-03-14 alle 16.39.17

James Senese  – O Sanghe

L’altro protagonista insieme a Claudia Crabuzza a vincere il premio Tenco per il miglior album in dialetto è James Senese con “O Sanghe”.

James Senese è tra i padri fondatori del movimento musicale denominato Neapolitan Power, che, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, nacque e si sviluppò all’ombra del Vesuvio.                      Una storia musicale lunga più di 40 anni, iniziata a Miano (provincia di Napoli) con Vito Russo e Mario Musella negli Showmen e continuata con la straordinaria esperienza dei Napoli Centrale e la lunga collaborazione artistica con Pino Daniele.

“O’ SANGHE”, album uscito il 29 aprile 2016 scorso per l’etichetta “Ala Bianca/Warner”, è un nuovo orizzonte su cui si volge lo sguardo del sassofonista partenopeo, mai fermo due volte nello stesso posto. All’interno del disco tutti i riferimenti artistici che hanno fatto grande la sua musica, con una rinnovata carica espressiva. Funk, blues, venature jazz, e tanto mediterraneo, tanta Napoli nelle melodie, nelle storie raccontate; vita, lavoro, lotte quotidiane per la sopravvivenza, amore, fede. In “O sanghe” c’è groove da vendere, come solo James sa. A settant’anni compiuti, Senese si conferma come un artista senza tempo, con una riconoscibilità immediata ed un cuore intatto, che parla agli ultimi.

 

Altre produzioni di Claudia Crabuzza

Altre produzioni di James Senese

 

 

Fonti: Wikipedia, il mattino, premio Tenco, la nuova Sardegna, Alghero Eco.

16 marzo 2017 Senza categoria Read more

ECHO – Earth Child House

Sedici brani firmati dai principali artisti sardi della world music e della canzone d’autore, insieme ad alcuni prestigiosi colleghi internazionali. Uniti per diffondere il progetto, unico al mondo, dell’associazione onlus Earth Child House – La Casa dei Bambini della Terra (www.earthchildhouse.org): la realizzazione in Sardegna di una casa biosfera per i bambini malati di tumore. La struttura è già stata progettata su carta, in collaborazione con il Politecnico di Milano, e adesso l’associazione E.C.H. è alla ricerca dei fondi necessari e di un terreno dove edificarla. Il cd “Echo”, presentato il 21 dicembre a Sassari e disponibile in spedizione in Italia e all’estero(info@earthchildhouse.org o tronosdigital@gmail.com), affida alla musica il messaggio che alcune fasi della malattia, soprattutto quando riguardano i più piccoli, possono essere vissute in un ambiente naturale, lontano dalle corsie degli ospedali, senza rinunciare al gioco e al contatto con la natura.

Un concetto sottolineato a partire dalla splendida canzone “Madre Terra” dei Tazenda, all’inizio del cd. Titletrack dell’album omonimo del 2008, è uno dei pezzi più famosi del gruppo etno-rock fondato alla fine degli anni Ottanta da Andrea Parodi, Gino Marielli e Gigi Camedda. Nel cd a sostegno di Earth Child House i Tazenda propongono unaversione corale del brano, aperta dai versi del poeta Kahlil Gibran e interpretata insieme a tutti gli artisti che, con loro, hanno realizzato “Echo”: Elena Ledda, Claudia Crabuzza,  Nasodoble, Chichimeca, Elva Lutza, Piero Marras, Rossella Faa, Carlo Doneddu, Dr Boost, Cordas et Cannas, e gli ospiti internazionali Acquaviva – already Agricantus,  Marie Hines, Clark Datchler, Lilian Vieira, Ester Formosa, Adolfo Osta. 

“Madre Terra” è diventata immediatamente l’inno del progetto Earth Child House, grazie anche al video che la regista olandese Simone Walraven ha realizzato durante la registrazione del brano (nel Rockhaus Blu Studio di Alberto Erre, a Sassari). Un video che, sottolinea Gino Marielli dei Tazenda, «per le atmosfere, il coinvolgimento emotivo e l’importanza della causa che riunisce tanti artisti ricorda, seppure in una dimensione ridotta, l’indimenticabile “We are the world” di “Usa for Africa” del 1985». E infatti l’idea di “Echo” è proprio quella dipartire da Sassari e poi coinvolgere altre città con una serie di eventi e di concerti, per far conoscere quanto più possibile La Casa dei Bambini della Terra. Un progetto che merita di essere condiviso, così come i sedici brani di “Echo” (tra cui l’inedito “Sa domo de sos pitzinnos”degli Elva Lutza, che riecheggia in sardo il titolo del progetto). Sedici brani diversi tra loro per temperamento, genere musicale, costruzioni armoniche e vocali, ma tutti accomunati dal desiderio di contribuire a un progetto finora mai nemmeno immaginato. Una casa biosfera costruita con materiali naturali, ricca di fiori, piante e animali, che sorgerà per la prima volta in Sardegna e poi diventerà un modello per esperienze simili, finalizzate a regalare serenità ai bambini malati di tumore e di altre gravi patologie. 

La Casa dei Bambini della Terra, grazie all’impegno congiunto dell’associazione Earth Child House e degli artisti di “Echo”, sta suscitando un grande interesse. Non solo a livello nazionale, dove ha tra gli sponsor principali la squadra di basket di serie ADinamo Banco di Sardegna,  ma anche all’estero. Ancor prima dell’uscita del disco (distribuito da Tronos Digital), infatti, sono state tantissime e generose le prenotazione arrivate da varie nazioni attraverso la piattaforma Musicraiser.com, e le richieste continuano senza sosta. Ricevere il cd direttamente a casa è semplice: basta mandare una mail a info@earthchildhouse.org o a tronosdigital@gmail.com.

Questa la tracklist:

1 ARTISTI VARI – Madre Terra 2016
2 CLARK DATCHLER – Child To Be
3 PIERO MARRAS – Basta chiudere gli occhi
4 DR. BOOST feat. C. CRABUZZA – Una Casa
5 TAZENDA – Pitzinnos in sa gherra (live)
6 ELVA LUTZA – Sa Domo de sos Pitzinnos
7 MARIE HINES – Worth The Fight
8 ACQUAVIVA already AGRICANTUS – Cibele
9 CORDAS ET CANNAS – Pizzinneddu
10 LILIAN VIEIRA – Longe
11 ELENA LEDDA – Ternuras
12 NASODOBLE – Valzer Della Distanza
13 ROSSELLA FAA – Oro Oro
14 ESTER FORMOSA y ADOLFO OSTA – Lo feo
15 CHICHIMECA – Nina nana
16 CARLO DONEDDU – Tinta de Verano

 

Fonte: Il Tabloid

 

9 gennaio 2017 Senza categoria Read more

Nuova Gianturco – Francesco Di Bella

Si intitola Nuova Gianturco il nuovo album (cd / lp) pubblicato il 30 settembre 2016 del cantautore partenopeo Francesco Di Bella, prodotto da Daniele Sinigallia e pubblicato dall’etichetta La Canzonetta Record.
La periferia come essenza del ricordo, della sconfitta ma non della rassegnazione.
Dove tutto è nato, dove tutto sembra perduto. Ma dove c’è chi trova ancora la forza di sognare e lottare.

 

10 ottobre 2016 Senza categoria Read more

La Plonge partecipa al talent VITA

Video in gara per la fase di lancio della prima edizione del Web Talent VITA (Video Interactive Talent Awards).
La Plonge Sommersa
Genere: Pop-Italo
https://www.facebook.com/Laplonge/
Clicca e ascolta il brano Sommersa:

La plonge è la prima e unica band sarda che parteciperà al talent.
VITA è partner del #nuovomei2016 – Faenza, 23, 24 e 25 settembre.

11 agosto 2016 Senza categoria Read more

Brinca

“Brinca” veut dire “Saute !”, c’est donc une invitation à la danse par ces deux jeunes musiciens
sardes virtuoses. Inutile d’essayer de comprendre le dialecte non traduit, mais cela n’empêche
nullement d’apprécier cette musique originale, vivante, qui fleure bon la tradition. L’accordéon
diatonique de Paride Peddio joue les mélodies de manière très saccadée qui fait un peu penser à
Kepa Junkera, en tendant à scotcher l’auditeur. Son complice joue des launeddas (clarinette
triple), du sulittus (une flûte ?), de la darbuka et du triangle. Avec cinq invités (guitare sarde,
chant, harmonica), ils reprennent des airs traditionnels en changeant parfois les paroles. Il y a là
de beaux airs endiablés comme “Femminas bellas” avec un accordéon incroyablement rapide, la
voix très typée de Carlo Crispani et un bref passage a capella du plus bel effet. Un époustouflant
et long solo d’accordéon “Su ballu ‘e Bengasi”, un solo très prenant de launeddas, un très doux “A Diosa”, une admirable
guitare sarde qui rythme énergiquement “Po Paride” avant de passer la main à l’accordéon tandis que le chant principal passe
d’un chanteur à un autre : très chaud et superbement arrangé, voilà un album à découvrir absolument.

Fonte: Disgues

10 agosto 2016 Senza categoria Read more

Bloogfolk – Brinca

Fra i dischi usciti in Sardegna nell’ultimo periodo ce n’è uno di cui si parla con insistenza e per cui, già prima dell’uscita, si registrava una certa attesa. Parte del mercato discografico sardo è ancora veicolato dai cosiddetti “bancarellari”, commercianti ambulanti che girano le feste di paese esponendo la loro mercanzia (cd e le vecchie musicassette) su tavoloni di varie dimensioni e che diffondono la musica con impianti che spesso superano il volume del gruppo che si esibisce sul vicino palco della festa. Il disco più suonato in questa stagione è proprio “Brinca”: un’ora di musica dedicata al ballo sardo, tradizionale ma con diverse concessioni, nel sound e nell’impalcatura armonica, al progressivo. Paride Peddio, organettista di Desulo (NU) e il launeddista e suonatore di sulittu (flauto di canna tipico della tradizione sarda) e trunfa (lo scacciapensieri) Jonathan Della Marianna, ogliastrino di Escalaplano, sono fra i migliori strumentisti della nuova generazione, giovani e ambiziosi, con già alle spalle anni di piazze e rassegne con gruppi folkloristici e formazioni da ballo. Paride Peddio, appena ventiquattrenne, è nipote del grande Bengasi, al secolo Salvatore Peddio, uno dei grandi protagonisti dell’organetto sardo del novecento, protagonista della scena musicale sarda sin dagli anni ’60. Jonathan è allievo di Orlando Mascia, ottimo polistrumentista che all’insegnamento delle launeddas ha dedicato buona parte della sua attività. Il disco ospita una buona dose di musicisti di grande valore, Elena Ledda in primis, che regala la sua voce al “Ballittu Cantau”, già parte del repertorio della cantante campidanese, poi Beppe Dettori (ex voce dei Tazenda) che canta in “Anninnora” (la danza di Desulo), introdotta da un bellissimo ballo campidanese eseguito al sulittu, e in “No Potho Reposare”, il brano sardo più famoso, esempio di canzone pop ante-litteram che festeggia quest’anno i cento anni della sua composizione. Fra gli altri musicisti coinvolti l’ottimo cantante Carlo Crisponi, l’armonicista Federico Di Chiara, molto felici le sue intuizioni country-blues in un paio di brani, e il chitarrista Davide Pudda, efficacissimo nell’accompagnamento. Nel disco si succedono i diversi “modi” del ballo sardo, dal Passu Torrau, a su Passu ‘e Trese a Su Dillu, ed è sempre l’organetto di Paride a condurre il gioco, con i flauti e le launeddas di Jonathan che fioriscono e arricchiscono l’offerta sonora. Notevoli i tre soli: “Scal’e Oru” (dall’antico nome del paese di Escalaplano) affidato alle launeddas e i due dell’organetto, ambedue dedicati da Paride al nonno Bengasi, in uno dei quali il giovane organettista si esibisce anche come cantante. Nel disco, attribuito a entrambi i musicisti, è la figura di Paride Peddio che si ritaglia il ruolo di protagonista; preciso ritmicamente e originale nelle figure melodiche, nonché nell’armonizzazione (vedi le progressioni di “Passu Torrau”), virtuoso ma mai debordante come invece spesso capita a chi sa di essere molto bravo, è attorno a lui che si costruisce tutta la struttura del sound dove tutti gli altri attori in campo, gli strumenti di Jonathan Della Marianna in primis, poi l’accompagnamento della chitarra e le voci degli ospiti, hanno sempre una parte comunque imprescindibile.

Gianluca Dessi

Fonte: Bloogfolk

10 agosto 2016 Senza categoria Read more

Paride Peddio & Jonathan Della Marianna – Brinca

Paride Peddio and Jonathan Della Marianna, are two young virtuosos of traditional Sardinian music.

Brinca means “Jump”and this their first album contains reporposed in a new and original way, to listen to,but above all to dance. They are joined by Carlo Crisponi and Federico di Chiara, singers of the new Sardinian folk scene, and guitarist Davide Pudda.To further enrich the line-up two special guests: Elena Ledda, internetionally known as the most beautiful voice of Sardinia, and Beppe Dettori former singer of Tanca ruja and Tazenda. “Brinca”, with the strength of these amazing young performers, demonstrates once again the vitality of a unique tradition in the Mediterranean.

Fonte: Proper

10 agosto 2016 Senza categoria Read more

Dieci motivi per cui un concerto è meglio di un fidanzato

1. Puoi farteli tutti e nessuno ti darà della poco di buono.

2. Rimarrà sempre nel tuo cuore anche se l’hai visto una volta sola.

3. Ti accetta come sei. Alta, bassa, magra, grassa, coi buchi alle orecchie, coi tatuaggi, bianca come la morte, scura come il 99% fondente.

4. Una transenna è per sempre, altro che diamanti.

5. Puoi puzzare tranquillamente, nessuno profuma a un concerto.

6. Non serve che ti depili le gambe.

7. Puoi urlare, cantare, ballare, piangere, ridere, dare il peggio di te senza paura di perderlo.

8. Anche se è il primo, non c’è mai imbarazzo

9. Puoi farlo ovunque: allo stadio, su un prato, in un’arena, in teatro, ma anche nel salotto di casa.

10. Ti fa sentire viva, tanto da buttartici a capofitto. Ed è così che un uomo dovrebbe farti sentire.

Fonte: Rockit.it
di Martina Fantuz

8 agosto 2016 Senza categoria Read more

1 2 3