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Diversamente Sardi

La musica li ha fatti innamorare perdutamente della Sardegna, fin da piccoli, partecipando a diversi concerti dei Tazenda, dove risalgono i loro primi incontri che li ha tenuti in contatto e generato l’idea di viaggiare insieme per l’ Isola. Loro sono due amici, uno è Gian Luca Barchi di Forli’, l’ altro Michele Chiesa di Flero (BS),  nel mondo social si fanno chiamare “Diversamente Sardi”. Gian Luca e Michele oggi divulgano la passione per l’archeologia realizzando video, foto e curiosità sulla storia nuragica della memoria dei sardi raccontando dettagli e aspetti che anche agli stessi sardi spesso sono sconosciuti. Ad affascinarli è il fatto che in Sardegna ci sono diversi siti archeologici che risalgono a millenni di anni A.C.  e la loro emozione nel poter prendere contatto e vedere ciò che apparteneva all’uomo tanti secoli fa la trasmettono nei loro racconti dandoci la possibilità di conoscere ed apprezzare un patrimonio che non appartiene solo ai sardi ma all’intera umanità. Dopo essersi documentati sul luogo e sulla storia del sito, creano un reportage con tutta la loro attrezzatura tecnica entrando nei nuraghi, necropoli, pozzi sacri, altari rupestri e domus de janas offrendo allo spettatore la possibilità di vederle da vicino, trasmettendo il desiderio e la passione (come si deduce da diversi commenti presenti su YouTube) di conoscere con i propri occhi le bellezze di questa terra così antica e ricca di storia e cultura. Hanno un canale YouTube che consigliamo di visitare per chi ha la curiosità e l’interesse di conoscere ciò che la Sardegna ha preservato oltre le tradizioni, il mare, i paesaggi e il buon cibo, ovvero la Storia dell’ Uomo.

Grazie Ragazzi!

https://www.youtube.com/channel/UCc-izWXiaC8OmKk5EfRBddQ

https://www.youtube.com/watch?v=s61GywtD2jY

https://www.youtube.com/watch?v=PukeaRl-I8M&t=147s

https://www.youtube.com/watch?v=o3XQPRS5xAM&t=95s

 

https://www.unionesarda.it/sardi-nel-mondo/notizie/i-nuragici-potrebbero-insegnarci-molte-cose-parola-dei-diversamente-sardi-djwkqji4?fbclid=IwAR2X1YxnbWqZsgvuIrY5Xp9OXmebAOVgy9H9DbZEcunSLHiQLO1rWdJk41U

7 ottobre 2021 Diversamente Sardi Read more

Omaggio a Franco Battiato di Gino Marielli

Ciao Franco, come ti ha insegnato Gurdjieff (uno dei tuoi maestri), hai praticato per l’ultima volta l’esercizio dello Stop!
Queste parole sono per te.

“Quando l’involucro è a brandelli
lo spirito arido e cadente
Il cuore che non sa di niente
Io mi disseto ai tuoi ruscelli

Oltre il muro del frastuono
Le tue canzoni incomprensibili
Per chi non coglie l’insondabile
Mi hanno cresciuto e fatto uomo

Ma tu caro amico mio
In quale dimensione sei?

Dimmelo come fa un fratello
Per quanto tempo ancora lo porterò
Sulle mie spalle il mio fardello
O potrei già dirgli addio?

Siamo coriandoli di luce
In equilibrio con l’oscurità
Persi in “mi piace e non mi piace”
Finché saggezza non ci illuminerà ancora

Quando indicavi quella luna
E anche il riflesso sopra il lago
Lo specchio sporco del mio ego
Danzava tra la morte e la fortuna

E se oggi parlo la tua lingua
Lo faccio grazie alle tue idee
Ti copio un po’ di melodia sperando che
Un raggio di questa mia musica
Volteggi nell’aria e pura e trasparente
Giunga accanto a te “.

 

https://www.youtube.com/watch?v=aBq3zRGn0aA

https://www.youtube.com/watch?v=6rPhxzYX31o

https://www.youtube.com/watch?v=3nxXrHZ2HL4

https://www.youtube.com/watch?v=cLJp-YJeuzc

31 maggio 2021 Senza categoria Read more

Pandelas di Sardegna

Il profumo del Parquet, il rumore della palla a spicchi che si muove al ritmo dei giocatori, sono una delle tante sensazioni che ricordo quando ancora molto piccola assistevo con mio padre alle partite di una Dinamo che ancora non era neanche vicina ai vertici della serie A, eppure quel mondo mi sembrava già invece tanto grande quanto magico. Era l’ appuntamento della domenica che si trasformava in tempo di qualità. Penso a questi momenti di condivisione quando c’ è da riflettere su ciò che oggi non c’è più per via della pandemia ma che spero ogni bambino, come lo sono stata io, riprenda a vivere, perché sono stati tra i periodi più belli della mia infanzia. All’ epoca poche persone, ma a me quelle occasioni mi trasmettevano il calore di un palazzetto ricco di grandi valori sportivi, dove il basket si respirava comunque nella sua espressione più pura e proprio di tale espressione che poi crescendo mi sono identificata, al di la dei risultati, delle conquiste e delle vittorie che negli anni a seguire la Dinamo ha perseguito raggiungendo i gradini più alti della Serie A con uno scudetto , due coppa Italia, due super coppa e una Europe Cup. In questi anni è diventata una passione che ha investito la città e tutta l’ isola. Indimenticabile quando vinse lo scudetto e la nostra piazza si trasformò come mai prima in un tappeto ricamato di gente, di vita, di festa, di gioia, mi emoziono ancora pensando e scrivendo. Quel giorno fù l’ incoronazione di un sogno per la città, serate passate a “soffrire” per loro e con loro, mia sorella stava prendendo la maturità e la sera della vittoria durante la festa in Piazzale Segni trasformò la sua stanchezza in lacrime di gioia e di emozioni che poi la vita non dimentica. Se la Dinamo mi ha dato modo di vivere lo sport ed essere la mia prima finestra di affaccio ad esso, alla stessa misura lo sono stati i Tazenda con la musica, con le loro canzoni che dal 1988 sono il simbolo della Sardegna anche oltre mare. Due bandiere , una sportiva, l’ altra artistica e musicale, in quest’ anno abbastanza particolare e sofferto, si sono unite per dare vita a progetto, un inno, che con grande coinvolgimento ha visto come protagonista il famosissimo comico sassarese Baz (voce solista), trasportato dagli ideatori: Renato Cubo(testo) Gino Marielli, Marco Camedda e Alberto Erre(musica, produzione e arrangiamenti), ancora  Alberto Erre al Rockhaus Blu Studio Sassari ha realizzato la registrazione, editing, mix e master, i cori realizzati da Gigi Camedda, Marco Camedda, Gino Marielli, Fabrizio Sanna e Laura Santucciu, la produzione esecutiva da Gabriele Salis della Tronos. Coincidenze o meno ma i numeri parlano sempre, lo stesso giorno in cui l’ inno è stato fatto conoscere al pubblico, l’ indice di gradimento casualmente era il medesimo su entrambe le pagine social della Dinamo e dei Tazenda, un 118.000 like che ha accumunato Sport e Musica. Oggi queste due realtà sono una certezza per la nostra isola, due realtà salite sul gradino più alto della nostra terra rappresentandola al meglio in ogni sua forma ed espressione. Oggi ci manca vivere il Palazzetto, un momento di grande fermento, emozione, calore e passione con tifosi provenienti da tutta la Sardegna, ci manca sentire quel Forza Dinamooo, sentire un ‘appartenenza palpabile a una squadra che ha scritto tra le più belle pagine della storia sportiva del basket italiano. All’ inizio di ogni partita durante il riscaldamento, come sottofondo un brano di Andrea Parodi con i Tazenda come di buon auspicio per la partita, e oggi queste due realtà, Dinamo e Tazenda, si sono realmente incontrate per dare vita a un inno che rimarrà negli anni alle presenti e le future generazioni e che alla fine di questo periodo, che ci ha privato di poter incoraggiare la squadra con la voce e con il cuore, si spera potremmo cantarlo tutti insieme al Palazzetto, farlo volare per tutta la Sardegna e oltre il Tirreno e oltre ancora in Europa con il compito di tenere alti i cuori dei sostenitori e dei GIGANTI.  Quest’ inno incarna ciò che di più un brano ha bisogno, il coinvolgimento emotivo e le parole che fanno pensare, perché quando il corpo desidera agitarsi, muoversi e ballare allora si è centrato l’ obiettivo dipinto cosi di bianco e di blu.

7 maggio 2021 Senza categoria Read more

Cari Tazenda vi scrivo…


Le nuvole sono incantesimi sopra di noi” , parte cosi Ammajos, uno dei brani di Antìstasisl’ ultimo album dei TazendaE’ proprio guardando le nuvole sopra il mare della Sardegna che ogni brano dei Tazenda dal 1988 l’ha sempre raccontata in maniera esplicita o implicita, dandogli un suono, un colore, una voce, un’ espressione, una bandiera. Antìstasis dal greco vuol dire “Resistenza” e ciò personalmente mi fa pensare che nonostante il periodo come quello che il mondo sta vivendo in questo momento, la musica ha il potere di resistere, quest’ album lo dimostra con suoni nuovi, originali, intensi, e testi che rappresentano la bellezza della parola dentro la musica. Oggi manca vivere un concerto, manca il contatto tra pubblico e artista e se penso a tutti i concerti che ho vissuto e a tutti i brani che nati dal “ventre” dei Tazenda  hanno riempito la mia vita, oggi mi danno ancora più la consapevolezza che grazie a loro anche oltre mare, chiudi gli occhi, ascolti e sei a casa.  Ogni brano, dal primo (Tazenda 1988)all’ultimo album prima di questo, che è il cofanetto antologico  prodotto nel 2016 che raccoglie la miglior produzione del gruppo con un brano inedito dedicato ad Andrea Parodi, e i successivi Singoli Ammajos nel 2019 e A Nos Bier (presenti anche all’interno dell’attuale) hanno sempre una “colonna sonora” nel mio personale bagaglio di ascolti, che ricorda volti, paesi, paesaggi, profumi, viaggi, lunghi viaggi per arrivare nel cuore di una terra dove la gente è sempre stata la testimonianza della piacevole condivisione di una musica per tutti e di tutti. La musica educa all’ ascolto anche di temi importanti, e tali, le loro canzoni li hanno sempre trattati. Mi viene in mente “Chelu Nieddu” sul dramma degli incendi che ogni anno in estate colpiscono la Sardegna(e non solo). Se penso che da bambina consumavo interi nastri ascoltando le loro canzoni, nel mio coloratissimo walkman , ora che mi ritrovo a scriverlo penso all’ importanza che la musica ha avuto davvero partendo proprio da quel walkman. Dal walkman al digitale, un bel salto direi, il salto che ha intrapreso l’ etichetta che ha stampato in passato alcuni dei tanti lavori della band, compreso l’attuale, la Tronos Digital. Questo nuovo progetto da l’ idea di un percorso che non si è mai fermato. Andrea Parodi, voce storica, profonda e indimenticabile dei Tazenda, sarebbe sicuramente orgoglioso di questi grandi passi in avanti tra presente, passato e futuro. Presente che viene raccontato dalla calda e straordinaria voce di Nicola Nite attuale frontman del gruppo, insieme agli storici Gigi Camedda e Luigi Marielli (testi e musiche), Massimo Cossu, Marco Camedda, Massimino Canu, Luca Folino e come “dalla notte dei tempi” curato dall’ingegnere del suono Alberto Erre della Rockhaus Blu Studio. Vi è la partecipazione di Mogol nel testo del brano di “Dolore dolcissimo” e l’ orchestra di Stefano Garau nel brano “Oro e Cristallo”, brano superlativo oltre che emozionante, accompagnato dalla grandissima voce del Tenore Matteo Desole. Questo brano esprime tutto l’ amore con cui probabilmente è stato pensato. Questo progetto da l’idea che la musica è proprio “un volo in avanti”, consiglio dunque di ascoltarlo  per provare la stessa sensazione di  libertà che per me esprime. “E sarà benedizione che come pioggia distende e sarà rivelazione rincontrarsi”(Oro e Cristallo).
Federica Salis

https://www.youtube.com/watch?v=IlLOVFgFQoI

30 marzo 2021 Senza categoria Read more

STRUMENTI MUSICALI DELLA SARDEGNA – “Sonus de canna”

Con il termine “launeddas” si definisce l’aerofono ad ancia semplice costituito da tre canne, strumento molto antico e tipico della Sardegna meridionale.
 

Le launeddas vengono suonate con il fiato continuo (o respirazione circolare), particolare tecnica che consiste nell’accumulo, durante la fase di espirazione, di una riserva d’aria all’interno delle guance che viene gradualmente espulsa nel momento in cui il suonatore inspira col naso; in questo modo è possibile incanalare una colonna d’aria ininterrotta all’interno dello strumento. 

Il repertorio delle launeddas è legato principalmente ai momenti della festa, occasione in cui, in passato più che oggi, svolgevano una funzione fortemente socializzante. Nelle occasioni religiose le launeddas vengono utilizzate per accompagnare la liturgia della Messa e le processioni. Ma è nelle feste profane, nell’accompagnamento delle danze e dei balli collettivi, che si manifesta la massima espressività di questo strumento. 

https://www.sardegnacultura.it/j/v/258?s=20350&v=2&c=2702&t=7 

http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=602&v=9&s=17&c=4460&na=1&n=24&c1=launeddas&p=0&f=0 

L’ etnomusicologia deve molto a Giovanni Dore (1930-2009), studioso di strumenti musicali popolari, ai quali aveva dedicato mezzo secolo di ricerche con l’ intento di dare ulteriore rilievo alla civiltà musicale sarda. Uomo di fede, spese la propria vita avendo chiari gli obiettivi da  perseguire sia in riferimento alla missione pastorale sia a quella culturale, concepite sempre a favore dei propri simili e della propria isola che amava con passione. 

Vedendo respinta l’ approvazione di alcuni suoi progetti culturali, decise di allestire il Museo degli Strumenti della Musica Popolare nei locali della Casa parrocchiale di Tadasuni. Ogni anno il museo accoglieva visitatori provenienti da ogni dove. Conteneva centinaia di strumenti musicali popolari (più di cinquecento), a dimostrazione della ricchezza organologica dell’ isola. 

https://www.blogfoolk.com/2015/09/giovanni-dore-anima-colta-tra-poesia.html 

 La collezione è composta in totale da 29 strumenti di vario tipo: aerofoni, membranofoni e idiofoni. I rapporti di conoscenza e di amicizia tra Carlo Maxia e Don Dore, parroco di Tadasuni e Norbello (OR) e fondatore del Museo degli Strumenti Musicali, fu sicuramente determinante per la nascita della collezione. Successivamente l?originario gruppo fu arricchito con vari strumenti, per l?interessamento del Dr. Marco Melis, come donazioni da parte dei maestri Luigi Lai (launeddas di canna), Orlando Mascia (launeddas di canna e zampe di fenicottero), Sergio Balia (benas tripla), Silvana Congiu (triangolo), Ireneo Matta (daddera). http://unica2.unica.it/~museoae/collezioni/strumenti-musicali/index.html 

“A noi il compito di approfondire ancora i valori riscoperti di questo patrimonio culturale ereditato,al fine ancora di dare alla comunità consapevolezza del suo passato e orientare verso un futuro migliore la carica innovatrice e dinamica che la cultura tradizionale racchiude” Don Giovanni Dore 

La Sardegna è colore, profumo e suono. I suoi suoni tra tradizione e innovazione sono tra i più antichi di tutto il bacino del Mediterraneo, quantità e qualità si intrecciano in una vasta varietà di espressioni musicali. Ritmi e armonie più che descritti vanno ascoltati perché il filo conduttore tra natura e suono va appreso attraverso l’ ascolto, tutto ciò che ci circonda è suono che parla in una lingua universale: LA MUSICA 

Buon Ascolto 

 

https://www.youtube.com/watch?v=6y4F2eDDDWE&t=5s

https://www.youtube.com/watch?v=EsVTImENF-Y

https://www.youtube.com/watch?v=BzWITU3L-F0

https://www.youtube.com/watch?v=iOzHeG6wnow&t=325s

https://www.youtube.com/watch?v=qTeR1WuYtIg

 https://www.youtube.com/watch?v=ljzucZtd9PA

https://www.youtube.com/watch?v=XXw7gyETD1M&feature=emb_title

https://www.youtube.com/watch?v=Iz1c2zIoMBk&feature=youtu.be

https://www.youtube.com/watch?v=BhsBCwCwBU8&feature=youtu.be

https://www.youtube.com/watch?v=XB63gcVdWmU&feature=youtu.be

https://www.youtube.com/watch?v=oUNytKmRBPw&feature=youtu.be

https://www.youtube.com/watch?v=dAmNEKNEzNQ&feature=youtu.be

5 gennaio 2021 Senza categoria Read more

Natale in Sardegna

Il Natale in Sardegna, tra musica, antiche tradizioni pagane e mistiche, eredita l’ aspetto più importante nel valore simbolico della nascita di Gesù Cristo diventando il periodo tra i più sentiti dell’ isola, da leggende popolari a rituali religiosi.

Pasca de Nadale viene chiamata al centro-nord dell’ isola e Paschixedda al sud rappresentando il momento dell’ unione famigliare più antico e significativo. La vigilia di Natale, nella tradizione campidanese, è definita “Sa nott’ è xena”,notte calda, non solo per il tepore del camino, ma soprattutto per il calore dello stare insieme, uniti, che nella sera del 24 dicembre si trasformava in un momento magico. Notte che vedeva diverse famiglie in casa del più anziano, occasione speciale, vissuta consolidando gli affetti più cari, raccontando e cantando poesie e fiabe ai bambini che gioiosamente vivevano un cosi atteso momento di festa.

Un gioco di luci, profumi e colori dipingono tutta l’ isola con suoni e melodie che richiamano ancora oggi l’ anima di una festa recitata e cantata con brani suggestivi che vivono nella memoria e nel tempo, riproposte ogni anno in tutto il periodo prenatalizio da adulti e bambini.

Notte de chelu è una tra le canzoni natalizie in lingua sarda più conosciute e cantate, composta dal poeta Pietro Casu nel 1927, in occasione della novena di Natale.

 

Notte de Chelu

Notte de chelu est custa, dogni sinu
de allegria si sentit bundare,
ca in sa grutta est nadu su Bambinu
dae s’inferru pro nos liberare.
Est nadu, est nadu, est nadu su Bambinu.
‘Enide, ‘enide totus a l’ammirare,
‘enide a l’adorare,
‘enide a l’adorare, a l’amare.
Isse at lassadu su chelu lughente
e bénnid’est a sa grutta a penare,
che fizicheddu de pòbera zente
e fit su fizu de su Re divinu.
Est nadu, est nadu…
Subra sa paza l’an collocadu
ca non b’aiat lacu a reposare,
ma sos Anghelos l’an acortegiadu
tra sas istellas fathende caminu.
Est nadu, est nadu…
Pustis sun sos pastores acudidos
che poberitos a lu saludare
e tra lughe de chelu si sun bidos
e totu an bid’oro in su terrinu.
Est nadu, est nadu…
Pannos no at sa Mama a lu ‘estire,
ma sa lughe l’at cherfid’ammantare:
no at prendas ne oro a si frunire,
ma at tot’astros e mundu in destinu.
Est nadu, est nadu…

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=cu1F4iw90PA&t=367s

https://www.youtube.com/watch?v=TuP3wImfAT0

https://www.youtube.com/watch?v=ijgl5p1r0gM

https://www.youtube.com/watch?v=vBjN_s6gYxg

https://www.youtube.com/watch?v=SWoufbqGD18

https://www.youtube.com/watch?v=XhytXuoVuC4&feature=emb_title

https://www.youtube.com/watch?v=xeqyT6l2o2s&feature=emb_title

https://www.youtube.com/watch?v=VRUB8WgO1Lk&feature=emb_title

7 dicembre 2020 Senza categoria Read more

Il ballo sardo

Il ballo sardo è la danza tipica tra le più antiche della Sardegna, accompagnata principalmente da voce, launeddas, chitarra e organetto. Il ballo rappresenta un momento di aggregazione sociale nato storicamente per celebrare una caccia abbondante e la riuscita di un buon raccolto, radunati attorno a un fuoco(come tutt’ ora si svolge in alcuni paesi) ci si tiene per mano o per le braccia formando un cerchio che ruota in senso orario.

Come la Sardegna si divide in varie zone geografiche, ognuna avente una propria identità culturale da cui ne derivano lingua, usi, costumi e tradizioni, il ballo ha diverse tipologie di danze che cambiano a seconda del territorio in cui ci troviamo, ne citiamo alcuni: “Su ballu antigu” è il più antico e veniva ballato in piazza durante le feste paesane accompagnato da una voce singola o dal canto a tenore. “Su ballu tundu” è un ballo gioioso che viene eseguito praticamente in qualsiasi festa, sagra o manifestazione, specialmente in Barbagia.

I ballerini sono disposti formando un cerchio (tundu = tondo), da cui si stacca a turno una coppia che balla ponendosi in evidenza. “Su passu torrau o sa Mamujadina” ballo originario di Mamojada, le persone anziane dei paesi vicini, Orgosolo, Oliena, Nuoro, Ollolai, ancora oggi lo chiamano sa Mamujadina, pare si sia diffuso in occasione dei festeggiamenti in onore dei santi Cosma e Damiano, che per l’occasione venivano ospitati nelle ‘umbissias (stanzette), i novenanti del circondario che vi soggiornavano per l’intero mese di settembre. Attualmente questo ballo si è diffuso in tutta la Sardegna. ” Sa danza” Ballo originario delle zone come guilcier, marghine, barigadu e mandrolisai viene danzato in modo circolare e a manu tenta, o a coppie disposte l’una di fianco all’altra che si tengono per mano.

Ancora oggi il ballo sardo viene tramandato di generazione in generazione e ballato anche dai bambini in varie manifestazioni e ricorrenze.

 

ballo-sardo

Il ballo sardo per combattere il Parkinson, la scoperta dell’Università

https://www.sardiniapost.it/cronaca/ballo-sardo-combattere-parkinson-la-scoperta-delluniversita/

Non solo riabilitazione e farmaci: tre mesi continuativi di “Ballu tundu” sono capaci di migliorare l’equilibrio, la mobilità funzionale, la capacità di esercizio e la qualità di vita dei pazienti con malattia di Parkinson. Una terapia che nasce dalla tradizione, fa bene e migliora il quadro sintomatologico del Parkinson: il ballo sardo può essere ora annoverato tra le scelte riabilitativo-motorie per i pazienti.

È quanto emerge dallo studio scientifico “Sardinian Folk Dance for Individuals with Parkinson’s Disease: A Randomized Controlled Pilot Trial”, ideato e realizzato da un’equipe integrata del dipartimento di Scienze Mediche e Sanità Pubblica della quale fanno parte Lucia Cugusi e Paolo Solla, autori principali della ricerca. Lo studio, finanziato dalla Fondazione di Sardegna, è in fase di pubblicazione sulla rivista scientifica statunitense “Journal of Alternative and Complementary Medicine”, e ulteriori esiti della ricerca troveranno spazio nei prossimi, più importanti congressi internazionali di settore.

Il progetto, fa parte di un filone di ricerca che rende omaggio alla più antica tradizione della Sardegna, della quale fa parte il ballo sardo, esaltandone le qualità preventive e riabilitative. È emerso che la pratica di questa attività comporta un miglioramento di molteplici variabili funzionali, come l’equilibrio, la lunghezza del passo, la capacità di esercizio, la forza degli arti inferiori insieme alle più conosciute sintomatologie non-motorie come la depressione, l’apatia e i disturbi cognitivi.

Lo studio è stato condotto su venti pazienti sardi di entrambi i sessi, con diagnosi di malattia di Parkinson da circa 5 anni e ha avuto una durata complessiva di quasi due anni, necessari per la programmazione di tutte le fasi valutative, l’attuazione del programma di ballo e la divulgazione e pubblicazione degli esiti progettuali. La prevenzione e la terapia, quindi, sono ancora una volta da ricercare, nella millenaria tradizione sarda. L’equipe, coordinata da Giuseppe Mercuro, ha avuto la collaborazione dell’Unità operativa complessa di Neurologia dell’Aou di Cagliari diretta da Giovanni Defazio, dei bioingegneri delle Università di Cagliari (dottor Danilo Pani) e Sassari (dottor Andrea Cereatti), dell’esperto e maestro di ballo sardo Emanuele Garau e dell’associazione Team Kayak Sardegna.

In forma ballando

 

 

 

 

 

 

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=iOzHeG6wnow

https://www.youtube.com/watch?v=fXU19xUj5Ls&t=1963s

 

Fonti: Alcune frasi sono state estrapolate dal sito Wikipedia

 

 

 

9 settembre 2020 Senza categoria Read more

Cantos a Kiterra – Parte Audio

25 agosto 2020 Senza categoria Read more

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