Quando il CD aveva il suo valore, così come i libri, uno degli ultimi esempi di oggetto in cui si annida quella sacralità fatta di peso e leggerezza,
un’ esperienza fisica e tattile, un rito, l’ ammirazione di possedere materialmente la musica. In tutto questo: Booklet dettagliati, foto dell’artista, il profumo dell’inchiostro, testi delle canzoni e crediti completi, un supporto fisico che non dipende dalla connessione internet ma da quella manuale e umana che il CD
creava e crea tra l’ artista e l’ ascoltatore, insomma un legame tangibile, un’ esperienza sensoriale completa.

Questa è un’ introduzione che vuole aprire un piccolo sipario che oggi vogliamo ripresentare, affinchè la memoria rimanga viva su una importante
collaborazione che la Tronos(punto di riferimento dell’ isola) ebbe nel 2005, con il gruppo editoriale della Nuova Sardegna per creare una raccolta di generi e artisti chiamata “La grande musica della Sardegna”, un abbinamento editoriale, quotidiano La Nuova Sardegna + CD, una raccolta, un pilastro identitario, una collana, oggi definita playlist di 10 CD che raccoglie il patrimonio musicale sardo.
La collezione offre una panoramica vasta sulle tradizioni locali documentandone la ricchezza culturale e la varietà di generi.
Fu l’anno d’oro del compact disc, all’ epoca si vendeva con grande interesse anche nelle edicole, oggi i numeri che ci furono di quelle vendite avrebbero significato la vincita del Disco d’ oro.

Totale Copie vendute: 69.653
Cantos a Tenores: 10.480
Note d’ autore: 9.164
Cantos a kiterra: 7.320
Nuove Sonorità: 5.965
Maria Carta: 9.238
Launeddas e Organetto: 6.101
Aggius e coro del Galletto: 5.191
Ballo: 5.667
Cori: 5.492
Canti e melodie sacre: 5.035
La serie dunque comprende generi e forme come:
Cantos a tenore – un canto polifonico pastorale sardo caratterizzato da quattro voci(bassu, contra, boche, mesu boche).
Note d’ autore e Nuove sonorità- spazio dedicato a reinterpretazioni, composizioni d’ autore e nuove forme espressive influenzate dalla tradizione.
Canti e melodie sacre – canti legati ai riti religiosi.
Cantos a kiterra – tipico canto logudorese/gallurese con chitarra).
Launeddas, organetto, fisarmonica – musica strumentale tradizionale.
Cori – repertorio dei cori tradizionali inclusi quelli di Aggius e il coro del Galletto di Gallura.
Balli – Musiche destinate alle danze tradizionali.


Tra i principali artisti Maria Carta, Tazenda, Piero Marras, Gavino De Lunas, Luigi Lai, Maria Luisa Congiu, Cordas et Cannas, Tenores di Bitti, Tenores di Neoneli, Coro di Aggius, Cuncordia a launeddas, Trio Cocco, Coro di Simaxis, Coro Santa Rughe Orosei, Tenore de Orosei, Rossella Faa e tanti altri…

La collezione è stata un’ iniziativa culturale per valorizzare la musica folk e gli strumenti caratteristici della Sardegna. Il progetto mirò a valorizzare l’ identità sonora dell’ isola, un patrimonio culturale unico e millenario.


“In tanti anni di attività musicale in Sardegna ho avuto modo di poter apprezzare le diverse forme di espressione artistica che
fanno di questa terra una vera e propria miniera di tradizioni che sanno di Mediterraneo ed una inesauribile fonte d’ispirazione per il mio lavoro d’artista.
Man mano che passava il tempo, però, ho notato un progressivo ed allarmante impoverimento di questo variegato scenario, soprattutto nelle sue forme più antiche ed originali. La recente scomparsa di alcuni dei capostipiti di queste tradizioni e la pubblicazione di lavori musicali sempre più “contaminati” nel genere e nelle tecniche di registrazione (personalmente mi ribello all’idea di aggiungere a questi “documenti sonori” riverberi digitali o altri effetti elettronici) mi ha spinto verso l’idea di creare una collana di canti a chitarra. Un lavoro di ricerca sul campo,dunque, per lo più registrato negli stessi luoghi e situazioni in cui le varie forme musicali sono nate e si sono consolidate nell’animo musicale del popolo sardo…” (Andrea Parodi).

L’ indice di gradimento è sempre stato di grande interesse in tutti questi anni, non ha mai perso attenzione e passione per questo genere così ampio. Le piattaforme ora utilizzano l’intelligenza artificiale per analizzare i comportamenti d’ascolto e fornire il numero di ascolti, cosa ai tempi impossibile perchè inesistente.
Ad oggi gli ascolti totali in streaming di questa collana sono oltre 400.000 sul canale YouTube e questo ci da modo di comprendere il valore ancora presente di questo immenso lavoro di ricerca, di suoni e di musiche!!!.
Perchè la Grande Musica?
Perché in Sardegna quando si parla di musica é veramente un grande contenitore di generi, espressioni, qualitá e periodi diversi sparsi nei secoli, quasi come un continente.
Ci piace ricordare che “Le Radici di un Popolo si trovano nella sua Musica” ciò esprime il concetto profondo che l’identità, la storia, i valori e le tradizioni di una comunità sono custoditi e tramandati attraverso le sue espressioni musicali. La musica popolare non è solo intrattenimento, ma un archivio vivente della memoria collettiva.
“Ho fatto un bel viaggio immaginario in un’ isola di pietre e solitudine, un viaggio suggestivo e potente sospeso nel tempo dove la natura ha forme essenziali, dove i colori della terra si intrecciano con i colori del mare e il cuore si appoggia sulle spalle del suono.”

Scene non più chiuse in se stesse, ma capaci di combinare suoni globali con storie, stili e riferimenti profondamente legati a sé, al proprio territorio.
Raccolta video:
– La Grande Musica della Sardegna Cantos a Tenores – Coro Supramonte di Orgosolo – Richiami di pastori
